Mannaggia all'orgoglio femminile...

sabato, 28 giugno 2008



giada e argento(Questo è il regalo stupendo che mi hanno fatto Ale, Fra, Silvano, Fabietto e Franz... e grazie di cuore perchè è veramente bellissimo... Mamma mia... quando ho letto di che cosa è fatto... voi siete matti... :-D... Grazie di cuore!)

Insomma questa sera (ieri ormai) sarebbe stata perfetta al 150 % (perchè lo era al 100%) se avessi messo da parte il mio stupidissimo orgoglio femminile...

Mi rivolgo alle femminucce perchè i maschietti sono più furbi o forse certe paranoie deficienti nemmeno se le fanno, ma vi è mai capitato che avreste voluto fare una cosa normalissima e che alla fine non l'avete fatta per paura di fare una figura di m***a (che poi alla fine lo era solo nella vostra testa una figura di m***a) per colpa del vostro stupidissimo orgoglio femminile???

Ecco... mannaggia mannaggia... Se qualcuno si stesse chiedendo di che cappero sto parlando (ma la maggiorparte avrà capito di cosa parlo) leggetevi i post precedenti... quelli di seghe mentali e non di calcio...

Comunque riepilogando... mezza giornata libera per dormire e rinfrescarmi un po' e poi lezione di golf al Golf Club Siusi organizzata dalla nostra mitica ditta. Beh ragazzi, mi sono veramente divertita un sacco... Oltre ad imparare un sacco di cose sul golf abbiamo fatto tiri dal driving range (o qualcosa del genere) ed è una figata (a parte il mal di schiena e scapola e la vescica sul dito...)!!!

Poi abbiamo fatto tiri sul green. Quelli corti per intenderci e un piccolo torneo a chi finiva il percorso con meno tiri... Miracolo o fortuna del principiante io (e Mauro) avevamo 23 tiri. Meno di tutti gli altri! Abbiamo fatto uno spareggio e ha vinto il mitico!

Sicuramente non è uno sport che farò o seguirò, ma l'ho rivalutato molto provandoci! Non è per niente così semplice e poco faticoso come pensavo... anzi!

Ora che praticamente ho guidato fino a casa e che non ho per niente sonno... mi sa che leggerò il mio libro! Sono due settimane che non lo apro fra una cosa e l'altra, ma l'estate tendo a leggere meno, quindi...

Buona notte!



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Il caldo cuoce… eccome…

giovedì, 26 giugno 2008



sognanteIl caldo cuoce...

… e io mi sono presa una cotta…! 

No… niente innamoramento o cuoricino in ballo… solo ormoni e sbandata. Perchè cose importanti di quel tipo qui non le scrivo... insomma no! :)... sono private private...

Ebbene si… è sempre relativo a qualche post fa e alla mia disavventura nel bagno del locale di Bolzano (vedi post del 19.06....)!

 

Suddetta cotta, in quanto fattore puramente ormonale (per esperienza) è tendente allo svanimento precoce, ma è comunque molto forte... Nel senso che ci penso spesso... e ho l'umore un po' scazzato (forse è anche la luna) perchè non posso fare quello che vorrei... o anche solo conoscerlo meglio... grrrrrrrr

De toute façon… ieri sera non ho guardato la partita! Ho evitato… l’ho fatta guardare a mio padre che mi ha detto che hanno vinto, ma non meritatamente.

*** Cancellato... evitiamo discussioni inutili sul calcio e non... ***

Buona giornata!



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La tristezza è più facile perchè è una resa...

domenica, 01 giugno 2008



... sadness is easier because it's surrender...

Hai cinque minuti per crogiolarti nelle deliziose voluttà della sofferenza, goditela, abbracciala, abbandonala... e procedi.


Ho appena finito di guardare in inglese Elizabethtown (perchè la voce è così bella...):



Dal regista di Jerry Maguire...
Ho trovato il trailer solo in inglese, ma il film c'è anche in italiano!
Pensavo fosse un filmettino da guardare così... e in più c'è lui: Orlando Bloom!
Ma...
Guardatelo!
Ho pianto (vabbeh si sa che io dovrei comprarmi il mascara waterproof perchè ho la lacrima facile da commozione), ho riso (tantissimo), ho sognato (sono romantica che ci posso fare)...
Non so come mai mi sia passato inosservato quando era al cinema in italia (e c'era no?)...
CHE BELLO!
:-)

Due scene che mi piacciono tantissimo...
Una in italiano! La telefonata!!!! E dopo aver telefonato (senza nemmeno conoscersi) per una notte intera decidono di incontrarsi a metà strada...  e quella più romantica del film in inglese (mannaggia non la trovo in italiano, ma ripeto... credo renda di più in lingua originale)! Eccole:




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... Alto Adige, poco da dire, tanto da segnalare, e qualcosa da ascoltare! :-)

domenica, 25 maggio 2008



PICT0009 Oggi è uno di quei pomeriggi votati al "cazzeggio"...

Venerdì sera sono andata alla festa dello Speck a Bolzano dopo il lavoro. La festa è sempre la solita cosa.
Ieri invece ho passato la giornata con i miei due terremotini di 4 e - quasi - due anni.
Non mi stancherei mai di loro, MAI... se non li vedo per più di un weekend di fila entra in gioco una vera e propria crisi di astinenza di coccole, giochi, sorrisi e allegria.
Niente è solo minimamente associabile all'effetto che mi fa sul cuore quando suono al campanello di Massimo e per le scale vedo questi due angioletti che mi corrono incontro e ridono e mi abbracciano! Niente...

Comunque potrei "sbavare" per l'intero post su Aurelio e Valeria, ma volevo segnalarvi un blog di "casa mia" che affronta tutte le "problematiche" altoatesine su lingua, cultura ecc.
Visto che Aurelio e Valeria fanno parte (come me) di questa sempre meno insolita "cerchia" di bambini nati da coppie miste (tedesco-italiano), forse credo sia l'ora di smetterla con le divisioni che piacciono tanto ai politici e a qualche (tanti) idiota di entrambi i due gruppi linguistici. Segnavia, infatti, ha pubblicizzato nel suo post "Fieri di essere bastardi", il gruppo Mix-Ling (cliccate qui per la versione italiana “Pluringuismo – genitori in campo).
Io non ho figli, non so se ne avrò (anche se lo spero tantissimo), ma vorrei che il futuro dei miei figli sia quello non di una convivenza, ma più che questo: vorrei che vivessero assimilando perfettamente le due culture (non solo quello che c'è di brutto in una o quello che c'è di brutto nell'altra), parlando perfettamente due lingue che sono, a parer mio, bellissime (ma io sono di parte visto che adoro le lingue).
Vi presento ufficialmente anche "Segnavia", che si presenta in questo post, veramente interessante: Biografie linguistiche.

Veramente complimenti per il tuo blog!


Ora vado a vedere se la torta è da tirare fuori dal forno! (Nessuna ricetta nuova). Ho solo ripreso la torta bicolore sempre da “Profumo di Sicilia”. La ricetta originale, l'ho (sempre se non l'avevo già postata) cambiata un po':


200g di farina
20g di dolcificante
90g di margarina leggera
125g di jogurt magro
2 uova
30g di cacao amaro
1 bustina di vanillina
1 bustina di lievito
scorza di limone

Mescolare il dolcificante insieme alla buccia grattata del limone, aggiungere le uova, la margarina, lo jogurt e la vanillina; amalgamare il tutto e aggiungere farina con il lievito setacciata. Versare metà impasto nello stampo e al rimanente aggiungere il cacao amaro (io verso anche latte magro – ad occhio – creando un composto della stessa consistenza della pasta bianca), amalgamare fino a che non sarà diventato tutto nero.

Versare nello stampo anche la crema nera e infornare per 40-45 min a 180°C (il forno io lo preriscaldo al massimo per almeno 10 min.), controllare la cottura con la prova dello spaghetto.


Ecco... oggi ho scritto tanto... Su Facebook “condivido” gli articoli esteri su come vedono loro la nostra situazione politica, e, essendo questo il mio spazio cazzeggio dove “EVITO” di parlare di politica, non dirò nulla.

Ascolto ancora Katie Melua

Why am I fighting, what's it for,
Must let my mask drop to the floor.
My scars I shouldn't hide from the people who are on my side,
Rolling up my sleeves to fight against,
All the things I locked up and all the things I fenced.
But it's time to let it out so we can build a brand new castle.

And even when I'm walking straight I always end up in a perfect circle.
Oh I try but I just can't wait,
To break out of this perfect circle.
'Cos giving into old temptation,
Is like that common twitch.
Oh the silly stupid realisation,
The more you scratch the more you itch.
(Testo completo)




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... tutto nella mia testa...

martedì, 20 maggio 2008





Quanto è vero certe volte

:-)

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... magari...

sabato, 17 maggio 2008



Dopo aver letto la mail di Carmen... e dopo essermi anche commossa per benino... beh è come fosse uscito il sole... TI VOGLIO UN BENE DELL'ANIMA e mannaggia alla distanza che ci separa...
:-)
Una canzone romantica, che ci sta sempre e...
beata lei, la musa ispiratrice...
:-D

 

Persino i test danno ragione ad Ale... :-D
You are at the 'top' of your game. you are generally very popular and sociable. You like talking to people, and having debates and such. You are very intelligent; and sometimes these debates make you look very pompus. Try not being to 'stuck-up' because you are very emotionally unstable and might need a shoulder to cry on. Violins often trap themselves into situations and have no TRUE friends to lean on, this is where we get such sad melodies. Try being genuine and honest with a few people and build strong meaningful relationships. You are definitly a socialtie and sometimes a heavy drinker. Don't make a fool of youself party-animal!


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... buon weekend!

venerdì, 16 maggio 2008



i giorginiIntanto benvenuti ai "Giorgini", che mi sono stati "affidati" da un collega (Georg appunto) perchè stavano per passare a miglior vita.
Non è che con me abbiano molte speranze in più, ma almeno un po' di acqua la vedono!!! Sembrava non ne avessero vista dal tempo di Noè...

Poi... ma cazzerola di una cazzerola... Ho capito che le "femministe" (non quelle che vogliono essere uguali agli uomini di adesso... quelle che sembra che essere donne gli faccia schifo...) hanno combattuto per i nostri diritti, ma dove cavolo c'era scritto che siamo noi che dobbiamo quasi sempre fare la corte agli uomini, perchè questi ultimi sembrano aver perso le palle il giorno in cui noi abbiamo conquistato il diritto di voto????
:-)
Vabbeh...
Uffa! No, no NO e poi NO!
Mi rifiuto categoricamente di farlo e di crederci!!! Ci sarà pur uno che rischierà no??????? Lo so che faccio un po' paura per via del mio caratterino, ma cavolo!!! C'è di peggio!!! :-D :-D :-D

Scusate lo sfogo, ma è venerdì! Sono inca**ata nera perchè prevedono brutto tempo per tutto il fine settimana, proprio quando qualche giorno fa avevo rimesso a posto ninetta e volevo biciclettare in allegria per qualche ora... E CHE...

Inoltre qui non si batte chiodo... (in tutti i sensi)...
E' periodo di matrimoni! Sapete no come la penso sul matrimonio, ma una bella convivenza non mi farebbe schifo... con i soliti quattro figli (che se va avanti così mi sa che rimarranno alla meglio in due...) e magari un bel cagnolone!!!

Ma...

... è venerdì! E anche se il weekend fa brutto vedo le mie due stelline, meglio conosciuti come pesciolotti o cuccioli: Aurelio e Valeria (e i loro genitori, prima che mi rinfaccino che vengo a trovare solo i bimbi) e questo basta a farmi tornare il sorriso!!!

Posto la barzelletta migliore di oggi:

Come cominciare bene la giornata:

1. accendere il computer e creare un file qualsiasi

2. chiamarlo "Berlusconi"

3. buttarlo nel cestino

4. cliccare su "svuota il cestino"

Compare la schermata di "conferma eliminazione file" che chiede:

ELIMINARE "BERLUSCONI" ?

E uno può finalmente rispondere: SI

Non serve a niente ma fa iniziare bene la giornata.

:-)

BUON FINE SETTIMANA RAGAZZUOLI!!!!


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Una seconda chance...

martedì, 22 aprile 2008



Image of Vous revoir

Vous revoir

Li avevamo lasciati in Et si c'était vrai?, Lauren e Arthur.
Purtroppo devo dirlo... la fine li aveva in qualche modo "divisi", ma se avessero una seconda chance? Se la vita gli desse un'altra possibilità di ritrovarsi? Sembra così facile, ma la via è piena di imprevisti. L'altra notte, nolente per via di altre cose e forse anche della luna piena, l'ho passata a leggere questo libro, che ho finito solo sta sera.
Come il primo non manca di umorismo e ironia, ma allo stesso tempo più dell'altro mi ha commosso. Una storia inverosimile o meglio surreale, ma che credo noi tutti sognamo un giorno di poter vivere assieme alla persona che amiamo.
Un passo: "Pendant qu'on calcule, qu'on analyse les pour e le contre, la vie passe, et il ne se passe rien". Mentre stiamo a calcolare i pro e i contro, la vita passa, e non succede nulla. Una bella frase e un invito a fare quello che ci detta il cuore senza tanto pensarci su. Perchè tutti lo sappiamo. Il cuore raramente ha torto.

Certo che tutti anche sappiamo quanto sia difficile e quanto a volte la paura ci impedisca di dire a chi amiamo e che magari non lo sa, che lo amiamo... Insomma... Forse tutti noi (io compresa) dovremmo trovare il coraggio ogni tanto... Magari si rischia e si perde, ma senza rimpianti. E potrebbe anche essere che si rischia e va bene, no?

Un giorno in un raptus di "saggezza" ho scritto:

Vivere è molto di più di respirare, sopravvivere... vivere è un'avventura e come tale bisogna prenderla così come viene e avere il coraggio di rischiare! Perché il rischio può essere pericoloso, sì. Ma non tanto quanto lasciar passare la vita davanti agli occhi, come un film in bianco e nero, e svegliarci un giorno lontano e chiederci se abbiamo vissuto veramente... se ne è valsa la pena...

Ho iniziato: Image of Gut gegen Nordwind

L’inizio è divertentissimo e promette molto bene!
 

Vi anticipo l’inizio del post che scriverò assieme a quello che penso del libro non appena lo finirò…    

„Schreiben Sie mir, Emmi. Schreiben ist wie küssen, nur ohne Lippen. Schreiben ist küssen mit dem Kopf.“

Mi scriva Emmi. Scrivere è come baciare senza labbra. Scrivere è baciare con la mente. Daniel Glattauer.

Questo libro l’avevo adocchiato in gennaio 2007 (vedi post di allora) a Innsbruck un fine settimana con Caia, e la frase sulla copertina mi aveva colpito molto.

Era il periodo in cui io e un allora collega di lavoro, ci scambiavamo E-mail lunghissime! Era un parlare con il cuore e con la testa e anche se poi questo “scambio” è finito, devo dire che è stata un’esperienza strana che mi ha insegnato moltissime cose.

Leggendo l’inizio di questo libro, mi sono tornate in mente un sacco di cose, un sacco di emozioni e un sacco di sorrisi…

Buona notte!


My English universe



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La lezione di Gemma...

giovedì, 03 aprile 2008



Sono due giorni che sono a casa con un febbrone da cavallo, male continuo alla testa, gola, naso e collo... Era tanto che non mi sentivo così male... Sono due giorni che passo a letto in dormi-veglia e non mi alzo se non per andare al bagno.

Ragazzi, sul serio... sono uno straccio.

La prima sera con quasi 39 di febbre (forse proprio per quello) e tremante (muovevo quasi il letto) ho buttato giù una storia sul mio blocco... e oggi, che mi sento un po' meglio, l'ho trascritta sul computer e visto che non ho molto da fare in questi giorni... la pubblico prima qui in attesa di aphorism.

Io posto e torno a dormire!

Vi avviso che è MOLTO lunga...

Nel caso... buona lettura:


GEMMA


Gemma era una ragazza particolare. Non bella, ma molto carina. Gli occhi scuri e profondi come il legno di ebano. I capelli sulle spalle e riccioli come fossero dei piccoli cavatappi. Aveva sempre la testa fra le nuvole. Pochi amici, che vedeva di rado perché sparsi nel mondo e tante delusioni alle spalle, che però, pur avendola segnata, non le avevano tolto il sorriso. Le avevano lasciato però un velo di malinconia impercettibile nello sguardo e qualche piccola cicatrice nell'anima.

La sua vita era stata sempre un po' ballerina, da uno stato d'animo all'altro, come era nel suo carattere. Un'adolescenza intensa e sofferta da piccola punk, che odiava tutto e tutti. Una “post adolescenza”, come la chiamava lei, dai capelli lunghi rigorosamente naturali e uno stile vagamente anni 70, che rispecchiava in tutto e per tutto la sua voglia di femminilità e di ricerca dell'amore.

Ora, arrivata ai fatidici trent'anni, sognava di realizzare finalmente quello che sognava già da molto tempo: un uomo con la testa sulle spalle, ma non troppo e tanti bambini! Più facile a dirsi che a farsi.

Il suo carattere non era sicuramente dei più semplici e la sua peggiore caratteristica era quella di mostrare la sua parte peggiore nel momento meno opportuno. Inoltre era di un lunatico “lampo” e riusciva a cambiare da dolce come lo zucchero ad amara come il fiele, senza apparente motivo, nel giro di qualche ora e questo, oltre a renderla una ragazza da evitare per molti, spiazzava molto la gente, che non sapeva mai come comportarsi con lei. Al lavoro riusciva quasi sempre a farsi perdonare, ma per tanti era semplicemente conosciuta con il soprannome di “acidona”.

Certo che era facile affibbiarle un soprannome simile senza nemmeno conoscerla o sapere cosa le era successo per farla diventare così... ma lei lo accettava senza starci più di tanto male. In effetti era quello che era spesso e non ci si poteva fare nulla.

Chiaramente c'era anche chi disprezzava, ma di nascosto comprava. Era più che altro il suo aspetto a salvarla.

Un'altra sua caratteristica era un velo di eccentricità e pazzia. Oltre a parlare ogni giorno con le sue piante e talvolta anche con taluni oggetti, il suo stile era cambiato con gli anni. Da una parte era diventato più sobrio, per quel che riguarda il lavoro, senza però mancare di piccoli accorgimenti che la contraddistinguevano. Una calza particolare, una cintura insolita, qualche forcina colorata tra i capelli, una giacca originale.

Nel tempo libero, però, ritornava quella che era: jeans, scarpe da ginnastica e possibilmente tante cose colorate! Le piacevano i colori. Le risvegliavano l'animo e la fantasia, di quest'ultima si può dire ne avesse veramente da vendere!

Amava i bambini e più tempo passava con loro, più il suo umore si stabilizzava. Nessun tipo di acidità, insomma, solo pura e vera allegria. Avrebbe potuto passare giornate intere con bambini senza mai perdere né calma né sorriso!

Tante di queste sue “caratteristiche” spaventavano anche molto i ragazzi con cui si incontrava o che avendola, come sempre, immaginata come la volevano loro, rimanevano spiazzati e la maggior parte delle volte scappavano a gambe levate. Tranne uno, quasi tutti i suoi ex fidanzati se l'erano data a gambe. Alcuni rimasti amici, come Cristiano, l'unico che non era scappato, che la chiamava quando aveva problemi; altri invece da cancellare dalla faccia della terra, come Ivan, di cui conservava i peggiori ricordi della sua vita. Per il resto, si, erano state delle piccole meteore passeggere che l'avevano fatta sentire amata per qualche tempo e che però, poverini, non ce l'avevano fatta a starle dietro.

Un giorno in ufficio, durante una di quelle mattinate dove la voglia di lavorare è indirettamente proporzionale alla mole del lavoro, la sua capa, una donna di un eleganza tale da fare invidia alla regina Elisabetta, ma dal carattere così solare e allegro che era una gioia quando entrava a farle visita, annunciò che era stato assunto un nuovo collega. Un certo Davide Marotta.

Come al suo solito, Gemma chiese subito com'era e si mise subito a scherzare sulla possibilità che lui potesse essere finalmente l'uomo giusto! Quello da sposare insomma. Ci scherzava sempre su queste cose, ogni volta che veniva assunto qualche nuovo collaboratore.

Analizzava i dati in suo possesso assieme alla sua collega Roberta: nome, provenienza e, talvolta, data di nascita.

Questa volta le piaceva tutto, pure il segno zodiacale!

Peccato però che non l'aveva mai visto, ma questo era solo un piccolo particolare. Non era mai stata molto selettiva nell'aspetto dei suoi ragazzi.

Avrebbe iniziato da lì a un mese e quindi ne aveva di tempo per fantasticare.

Sulla sua testa infatti si formavano ogni giorno innumerevoli palloncini rosa, che contenevano tanti piccoli Gemma e Davide. Un palloncino li vedeva mentre lui chiedeva a lei se non avesse voglia di andare a mangiare un gelato. Un altro li ritraeva mentre, seduti in un cinema con il popcorn in mano, guardavano un film che piaceva ovviamente a tutti e due. Poi se ne formava un altro ancora dove apparivano durante una cena a lume di candela, con musica romantica e sguardi di complicità. E così via. Sempre più palloncini, sempre più sogni.

Non era una cosa insolita per lei. Le succedeva spesso e i palloncini li vedeva solo lei ovviamente, nella sua testa, ma ne rendeva partecipe sempre Roberta. Quella santa donna, l'unica in azienda che aveva imparato come prenderla e che sopportava i suoi sbalzi d'umore con uno stoicismo da fare invidia agli antichi filosofi greci!

Il giorno in cui Davide iniziò a lavorare da loro, Gemma per un momento, presa com'era da tutte le sue fantasticherie, se l'era persino dimenticato.

Bussarono alla porta mentre Gemma e Roberta chiacchieravano di com'era andato il rispettivo fine settimana. La porta si aprì ed entrò Patrizia seguita da un uomo sulla trentina, capelli castani, altezza media e un gusto un po' mediocre nel vestire. Gemma queste cose le notava sempre, ma non gli dava mai tanta importanza.

La sua capa disse: “Ragazze, vi presento il nostro nuovo acquisto, Davide”.

Come un lampo a ciel sereno, una vampata calda colpì in pieno viso Gemma, che si ricordò di tutto. Sulla sua testa sentiva un rombo, un rumore come di terremoto, bicchieri e tavoli che cadevano. I palloncini rosa, infatti, stavano traballando furiosamente. Le varie Gemme e i vari Davide (che ora avevano un viso, un corpo e dei vestiti purtroppo...) si abbracciavano impauriti mentre i vari palloncini, uno ad uno, cominciavano a scoppiare sparpagliando cocci, macerie e coppie urlanti per tutta la stanza. Finché lui non disse: “Piacere!”.

Piacere? Si, piacere. E allora? Sarà stata la sua voce. Intanto i piccoli Davide e Gemma, sopravvissuti alla catastrofe, si guardavano perplessi e con un'aria di speranza negli occhi...

Insomma, non era male, pensò Gemma. Sarà stato il tono? No, non era il tono. Lo sguardo? Si certo era una delle sue doti migliori, ma... no.

La vampata che l'aveva colpita in pieno viso, l'aveva fatta diventare rossa (lei non arrossiva mai!) e le aveva pure tolto la parola (lei non stava zitta mai!).

Dopo un paio di minuti imbarazzanti, Patrizia uscì con Davide per finire il giro delle presentazioni.

Roberta la guardava incredula e con un'aria canzonatoria. Ovviamente dopo aver sentito tutte le sue fantasie (o quasi) disse: “Beh? Cosa fai lì tutta rossa e silenziosa. Non mi dirai mica che ti piace quello???”

Gemma la guardò e si nascose dietro il monitor sorridendo. Roberta lo interpretò come l'ennesimo sorriso al monitor e al computer per farlo lavorare più veloce, ma nella testa di Gemma frullava solo un “Si, cavolo! Mi piace.” ma quello che disse fu solo “Ma sei matta???” e continuò a lavorare in silenzio.

Passarono i mesi e, avendo poco e nulla a che fare con Davide, che era il nuovo supervisore della catena di montaggio, gli unici “approcci” fra i due erano delle battutine che si scambiavano sulle scale, nella sala riunioni prima di un meeting, durante il pranzo in fila alla mensa. Battute sarcastiche, si prendevano in giro a vicenda, ma senza cattiveria. Gemma, ogni giorno, sperava in queste battute che le davano la carica e la facevano sentire allegra.

Un giorno incontrandosi per le scale lui le disse: “Sarebbe bello fare sempre certi incontri sulle scale” e lei gli rispose: “Certo! E sarebbe anche bello se Brad Pitt mi aspettasse in macchina fuori dal portone”. Sorrisero e lui le disse: “Sei molto carina, sai”. Le parole le scivolarono di bocca: “Grazie, sei molto gentile”.

Grazie??? Ma di che??? Un banalissimo complimento la sbilanciava così e, come se non bastasse, la faceva pure arrossire?

Si girò blaterando qualcosa su un bus che stava perdendo e scappò in strada sperando che il rossore scomparisse con il freddo boia che faceva.

Passarono settimane e l'evento clou dell'anno, la cena di Natale, si avvicinava. Roberta era nel comitato organizzatore e sembrava dare di matto ogni giorno. Era così nervosa che nemmeno si accorgeva che Gemma era cambiata.

C'erano giorni che fissava a lungo fuori dalla finestra e pensava a Davide.

La sera della cena di Natale tutti erano come trasformati. Magazzinieri sembravano modelli, segretarie con brillantini ovunque, capi che sembravano... capi. Gemma che sembrava un'anima in pena.

Aveva scelto il vestito per la cena di Natale con sua madre, senza dire mai no a nessuno dei suoi consigli. E ora, si ritrovava a disagio in un vestito che non era il suo e cercava con gli occhi Davide, mentre chiacchierava con qualsiasi persona le capitasse davanti.

Quella sera aveva gli occhi puntati addosso perché, per quanto il vestito non le piacesse, la faceva sembrare più carina del solito. Non poteva permettersi passi falsi e non poteva permettersi di arrossire o tradire i suoi sentimenti.

Stava collezionando una serie innumerevole di Martini doppi senza ghiaccio e pensava “Non ti piace. Non ti piace. Non ti piace.”, ma più che pensare lo aveva forse detto anche a voce alta perché il suo capo, Patrizia, che si era avvicinata per dirle qualcosa, la guardava con un aria delusa e pensando si riferisse alla festa le disse seccata: “Guarda che Roberta e gli altri si sono dati molto da fare per organizzare questa serata!” Senza attendere risposta da Gemma, si girò e andò spedita da Roberta a congratularla per la bellissima serata.

Sconsolata, Gemma, fissò il suo ennesimo Martini nel quale ballavano due miniature di Gemma e Davide guardandola con un misto di malfidenza e allerta. Sembrava volessero dirle di non combinare guai!

Posò il bicchiere e si mise a pensare a Davide. A tutte le battute divertenti, agli sguardi che le regalava. Insomma, magari si era sbagliata, ma le sembrava che lui fosse interessato in qualche modo. Ma cosa doveva fare? Cosa poteva fare?

Nulla. Aspettare.

Non l'aveva mai fatto, ma c'era sempre una prima volta.

Una voce conosciuta alle sue spalle la fece sussultare: “Sei bellissima! Complimenti”. Lei chiuse gli occhi per riprendersi e poi si girò verso Davide. Era lì con altri colleghi che annuivano.

Sorrise e si scusò, doveva andare alla toilette.

Si, era una scusa per scappare e allora?

Scappava sempre quando aveva paura. E aveva paura.

Si accorse che aveva esagerato un po' con i Martini. E nel caso di Gemma, che aveva degli sbalzi di umore a prova di turbolenza di un Cessna in mezzo ad una tempesta sulle Ande, potete solo immaginarvi cosa potesse produrre l'eccesso di alcol.

Trovò Roberta e altre colleghe che spettegolavano in un angolo. Lei odiava spettegolare. Era una cosa che detestava. Pensò di fermarsi ad ascoltare. Era brilla e cominciò anche lei a dire la sua. Purtroppo la disse un po' troppo la sua e si ritrovò a sparlare di tutti con una tale veemenza, che le altre, dapprima, si zittirono sorprese e poi cominciarono a ridere e divertirsi un sacco.

Gemma, visto il successo che stava riscontrando, continuò imperterrita fino a quando si accorse che anche Davide la stava ascoltando.

Nascondeva dietro un sorriso di circostanza, uno sguardo di incredulità, ma Gemma, vedendolo sorridere, continuò a denigrare chi più chi meno.

La festa finì. Qualcuno la riaccompagnò, la mattina seguente si svegliò a casa di Roberta, che si limitò a dire sorridendo: “Credo che ieri sera tu abbia esagerato un pochino. Non ti avevo mai vista così... Poi quando hai iniziato anche a sparlare di Davide...”.

Gemma era così imbarazzata e per qualche minuto combatté con sé stessa sul fatto di chiedere cosa avesse raccontato su Davide o stare zitta. Proprio per l'imbarazzo, la vergogna e la tristezza vinse la seconda opzione.

“Non mi hai mai vista così, perché non ero io” pensò, ma non aveva né la voglia né la forza di dirlo a voce alta. Tanto lo sapeva. Quando la gente ti etichetta in un modo non c'è verso di cambiare la loro idea.

Si vestì, ringraziò e se ne tornò a casa. Mentre guidava le lacrime le scendevano lente sulle guance, ma non le importava. Qualcosa si era rotto, lo sapeva. Sul cruscotto i piccoli Gemma e Davide sedevano lontani, con lo sguardo triste di lei e freddo di lui. Non la degnavano di uno sguardo. Era colpa sua. Solo colpa sua.

Quando tornò in ufficio le cose si erano normalizzate. Nessuno più pensava a Gemma e al suo comportamento, anche perché erano abituati al suo carattere. Era una cosa positiva almeno quella. Il suo primo incontro con Davide, però, le fece capire che lui l'aveva bollata.

Lei lo cercava senza dare nell'occhio e, mentre le battute e i sorrisi di Gemma si intensificavano, lui la trattava freddamente. Nessun altro avrebbe potuto accorgersene. La trattava come ogni altro collega in azienda, ma non c'erano più sguardi, niente più battute sarcastiche e niente più complicità. Lei, al contrario, se ne accorgeva eccome!

Ogni qualvolta succedeva, era come se un coltellino svizzero si aprisse a caso e la colpisse dove faceva più male, nell'occhio, sulle nocche, sull'alluce.

Cosa fare? Scrivere una mail? Spiegargli che quella che lui aveva visto alla festa non era lei. Era solo una copertura perché aveva paura. Paura che tutti si accorgessero? Ma no! Non poteva mica dirgli quello che provava per lui in questo modo... Quello si che era farsi prendere per scema!

E poi chi lo dice, magari dopo che era passata la sbornia era lei che vedeva tutto più obiettivamente e magari prima i gesti, le battute, gli sguardi e i sorrisi li aveva solo male interpretati. Il vedere tutto attraverso palloncini rosa, le aveva tolto proprio la stessa obiettività che ora le era tornata di botto riportandola bruscamente con i piedi per terra!

Ma nemmeno questo aveva senso.

E allora cosa fare?

Lei optò per l'unica cosa giusta da fare, secondo lei, l'unica cosa che non aveva mai fatto in vita sua in un caso come questo: nulla. Non fare nulla e sperare che le cose andassero a posto da sole.

Ma era andato tutto al diavolo proprio perché lei aveva fatto quello che lei non avrebbe mai fatto e allora? Allora niente. Era un'altra Gemma agli occhi di Davide. E sapeva, che come tutti gli altri nella sua vita, nemmeno lui avrebbe cercato di conoscerla per quello che era realmente.

Una lezione bella grossa: la paura ti fa fare cose senza senso.

Ormai era così e doveva farsene una ragione. Pensava a queste cose una domenica pomeriggio, ancora in pigiama sul divano.

Si alzò sorridendo (era meglio sorridere perché con la tristezza non si risolve un bel niente), si infilò i jeans, le scarpe da ginnastica, una maglietta rossa, si avvolse al collo una sciarpa arancione. Buttò in borsa qualche giochino comprato per i piccoli. Si preparò un caffè prima di uscire e dopo aver mescolato lo zucchero, rimase qualche minuto a fissare il liquido scuro.

Due piccoli Davide e Gemma si tenevano abbracciati, un po' sconsolati, ma speranzosi. La speranza nella fantasia era rimasta viva. Perché almeno nel mondo della fantasia nulla va storto e, comunque, tutto si risolve.




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Primavera…

giovedì, 27 marzo 2008



mePausa che non ho fatto… Quindi scribacchio qualche cavolatina dell’ultimo minuto…

Sto finendo il libro e quindi a breve questo finesettimana attendete anche una bella recensione su questo! Ci sto mettendo così tanto perché mi perdo a sognare ad occhi aperti.

Sto facendo pulizie di primavera a casa, ma soprattutto dentro nella mia testolina e nel mio cuoricino. Non solo nuovo taglio di capelli, ma taglio anche con situazioni e persone. :-)

(Finito la parentesi “problematica” Patrizio! :-D Ora inizia il monologo sulla primavera, puoi fermarti qui! :-D)

 

La primavera oltre al fatto di farmi partire gli ormoni (più di quello che già sono di loro…) mi fa sempre uno strano effetto. È un po’ di tempo che si sono persi dietro a, chiamiamoli, pensieri assurdi :-D e l’effetto è proprio che ho la testolina altrove.

 

Ma della primavera poi c’è un’unica cosa che proprio non mi va giù: l’allergia! Ecco ora che è tornato il freddo non la sento più di tanto, ma una settimana fa ero tutta uno starnuto, occhi rossi che prudevano e naso che colava (bell’immagine vero?).

 

E poi mi perdo dietro a canzoni ascoltate e riascoltate… mi viene in mente l’Inghilterra… insomma sono allegro-maliconico-nostalgica!

Notate che ho scritto ALLEGRO!

 

Bene…

Il principe azzurro (anche di altri colori va bene) che legge… si si… quello che ancora non conosco e non so com’è fatto… Si faccia vivo DIAMINE! Qui urge qualcuno che mi rimetta la testolina a posto o che almeno me la levi da pensieri assurdi!!!!

 

Buona serata!!!



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007 a sangue... caldo!!! :-)

mercoledì, 30 gennaio 2008



Quando ho scritto questo, sicuramente ero sotto l’influenza del caldo primaverile che ha portato con se la tempesta ormonale… ;-)
Comunque oggi, sfogo di prima a parte, sono proprio felice…
Non so perché, ma mi sento in questo periodo in pace con il mondo intero… ed è strano, anche perché ho quasi sempre costantemente pensieri conflittuali con il resto del mondo!
Mumble… mumble…
Che sia innamorata e non lo sappia???

Mah… Comunque parlando di ormoni… ieri mi sono guardata lo 007 del 2006 (credo) con quel bell’uomo di Daniel Craig e quella bella gnocca della Eva Green (fossi uomo o lesbica ragazzi miei… :-)…)
Che dire, avevo sentito che era un Bond un po’ strano, ma non me lo aspettavo così… umano! Si umano… non una macchina per uccidere freddo e calcolatore, ma un agente segreto agli inizi (per chi non lo sapesse racconta di quando l’agente ha ricevuto il grado di 00), che rischia di morire, si fa spesso male, fa un sacco di errori e si innamora!!!

Beh… io ve lo lascio un pezzettino… perché è una scena, che a una romanticona come me in piena tempesta ormonale non può non lasciare il segno…

 

E… che altro dire… Più che altro uno sospira! Comunque come tutti i Bond ci sono delle scene troppo mitiche!!! Combattimenti improbabili e impossibili! Battutine, come quella nella scena della tortura… Ma si dai… vi lascio anche il trailer!



Comunque… domani è giornata di shopping e ora mi rilasso un po’…

"uno dei migliori bond....anche come colonna sonora (il mitico chris cornell). E uno dei film di 007 più "veri" e crudi...poca tecnologia e parecchia fisicità. Consigliato..."
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La vita, i miei genitori, il piccolo Aurelio con la sua piccola sorellina Valeria e la sua meravigliosa famiglia, i miei Amici (pochi), il mio figlioccio Iacopo e la sua splendida sorellina Ilaria (e ovviamente i suoi genitori ;-)...), i bimbi, il rispetto, leggere, scrivere, sognare, le coccole, imparare dalle altre culture, l'accettazione, la sensibilità, l'amore, la cioccolata, il panettone con l'uvetta, le mele secche, guidare, la musica, i colori dell'autunno, il sole d'estate, la pioggia, la neve, insomma... potrei andare avanti all'infinito!

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La guerra, l'ipocrisia, la falsità, il razzismo, l'ottusità mentale, l'estremismo (da qualunque parte... e religione!), i bigotti, la mancanza di rispetto per il diverso (definiamolo così...), mangiare i funghi (anche perchè sono allergica), il silenzio, l'indecisione, il buio pesto...

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